04 novembre 2009

Soiling the canvas



Albeggia (artificialmente s'intende) sulla tela appena imbrattata di vernice bianca, anche se sono quasi le 22 di un mercoledì sera.
Un semplice gesto, come quello di annusare l'odore della vernice di fondo e la tipica luce che mi avvolge mentre dipingo, mi ha fatto scattare in piedi, indossare camice bianco e cominciare un nuovo lavoro.
Sono stati dei mesi un po' difficili, serve molta serenità per dipingere o, al contrario una sana disperazione, ebbene, siccome ero in quel limbo, chiamato SCAZZO, ho prodotto ben poco ultimamente.
Stasera sono già abbastanza felice di aver imbrattato di bianco una tela candida, il passo successivo, una volta asciutta la vernice di base, sarà quello di cominciare a vomitarci qualche idea.
Domani sera mi trascinano all'inaugurazione della fighettissima fiera dell'arte di Torino, spero entro sera, di trovare una valida scusa per non andarci.

Colonna sonora, della ritrovata ispirazione, un gruppo manco a dirlo ispiratissimo e geniale, provare per credere: Mumford & Sons "Sigh No More", come ho letto nella recensione, poi non vi verrà voglia di ascoltare altro.

30 ottobre 2009

...i muscuni ciabbulaunu supra...

'Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli...
'a litturina da ciccum-etnea
i saggi ginnici 'u Nabuccu
'a scola sta finennu.
Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa
'ccu tuttu ca fora c'è 'a guerra
mi sentu stranizza d'amuri... I'amuri
e quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
'ccu tuttu ca fora si mori
na' mori stranizza d'amuri... I'amuri.


Stranizza d'amuri - Franco Battiato

27 ottobre 2009

Che noia, che barba




Sono in crisi creativa, bella novità, per i pochi che mi seguono il blog, dal momento che non scrivo più nulla da tempo.
Almeno non copio e incollo canzonette o non vi ammorbo con i miei stati d'animo.
Un leggero stimolo a scrivere nuovamente qualcosa, me lo ha dato il ben poco stimolante panorama artistico di questi tempi critici.
Premetto che di solito non vado a vedere molte mostre, perchè ho sempre la sensazione che a vedere troppe cose, poi mi si inquinino le idee per i miei nuovi lavori, che in qualche modo inconscio ad esempio imiti in un quadro qualche cosa che ho visto (anche se mi tengo sotto controllo e so di non averlo mai fatto).
Ecco, fatta questa premessa, volevo arrivare alla mostra alla Gam per esempio, nella quale domenica scorsa mi sono imbattuto.
Ebbene, in questo specifico caso, posso dire che mi ha fatto felice scoprire che si può attraversare i padiglioni di una mostra, avvertendo la vacuità più profonda, senza essere minimamente sopraffatti dalla bellezza, dall'originalità, dai significati reconditi delle opere o anche solo dall'esecuzione del dipinto.
La mostra in questione fa parte del Gam Underground Project e bisogna stare attenti, se notando delle cartacce o dei sacchetti di plastica a terra, si vorrebbe far bella figura raccogliendoli inveendo contro il maleducato che li ha gettati a terra, potrebbe essere un'opera.
Io non ci sono andato all'Ikea di Grugliasco, quando era stata quasi completamente smantellata e svendevano i fondi di magazzino, ma la sensazione deve essere stata la stessa, solo che almeno all'Ikea puoi trovare qualcosa di carno a poco prezzo.
La cosa inquietante è che una di queste "opere" era presente nei saloni dove la Gam mette in mostra le proprie collezioni, quindi vi capiterà di vedere un pezzo di spugna verde per terra, occhio.

Per quanto possa essere banale questa mia invettiva, è con profondo rammarico che la scrivo. Lavorando anche in un settore che mi permette numerose volte di stare a contatto con i diretti interessati, siano essi artisti o gallerie, non posso che essere sdegnato da quello che vedo, l'arte relegata a fenomeno modaiolo, basta vedere chi vende o chi compra e cosa compra per farsene un'idea.

Probabilmente lo stato attuale dell'arte dovrebbe implodere e cadere in una crisi ancora più profonda, di denaro e di idee (e me lo auspico) ma so che mi sbaglierò di certo.

Un'ultima critica negativa va al nuovo piano escogitato per "riammodernare" la Gam della nostra città. Un guazzabuglio inesplicabile di opere mischiate senza un senso apparente, senza continuità.
vedendolo, ho pensato che fosse congeniale ad un raffronto diretto delle epoche, degli stili, delle correnti ecc... uscendo, avevo una vaga sensazione di smarrimento, come quando vago dentro l'Ikea senza trovare la scorciatoia per l'uscita.

Amen.

27 settembre 2009

Se cerchi l'inferno chiedi all'artista dov'è, se non trovi l'artista allora sei all'inferno*


Olio su tela
50 x 120

*Avigdor Pawsner 1793

16 giugno 2009

Gotico Italiano


Non me ne voglia il signore o la signora Messina, che nel lontano 1981 dipinse questa crosta, che ho intitolato "Gotico Italiano".
L'ho scovato, accoppiato ad un altro ritratto (andato distrutto durante una mia sessione di recupero della tela) al Balon, dove l'ho acquistato per una decina di euri.
L'idea era quella di recuperare una tela, mantenendo magari qualche elemento nel lavoro che ci avrei dipinto sopra, ma stasera, mi è capitato di scovare un sito, di un museo di Boston che come recita il loro claim, raccoglie "oper troppo brutte per essere ignorate".
Penso dunque di sottoporre alla giuria che seleziona le opere, questo quadro, nella speranza che se mai lo vorranno, si paghino almeno il prezzo di spedizione!
Chissà, un giorno o l'altro potreste imbattervi in una mia opera venduta tra gli stracci e le biciclette rubate e ne vorrete donare una anche voi al museo, solo vi chiedo di non farmelo sapere, o per lo meno spero che accada tra tantissime decine di anni!

Carlino


Adoro questi cagnolini, così appena ho avuto tra le mani una foto che ne ritraeva uno, ho deciso di riprodurlo e l'ho donato a mia sorella che ha fatto gli anni.
Non è uno dei miei quadri migliori, ma è stato un'ottimo esercizio, nell'ottica di cambiare un po' specie animale ai miei lavori!

06 giugno 2009

Porta Palazzo, capitale di Torino.



Come tutti i sabati che non lavoro, o altrimenti subito dopo il lavoro, la cosa a cui non posso rinunciare è andare a Porta Palazzo per fare la spesa, a cazzeggiare, a comprare pezzi di bicicletta ecc... questo pezzo l'ho scritto per la rivista del nostro movimento "il Malpensante", spero vi piaccia, l'ho scritto di getto.

Se la cercate nel web, una famosa enciclopedia vi dirà che, Porta Palazzo (Pòrta Pila in torinese), è un “luogo di Torino collocato al confine tra le Circoscrizioni III e VII…”
Porta Palazzo non è affatto un luogo, Porta Palazzo non si colloca a nessun confine, Porta Palazzo è confine, è la vita che vale la pena di essere vissuta, la Napoli che vedi e poi muori, il viaggio della tua vita, i tuoi migliori amici, il tuo passatempo preferito, l’odore della tua donna e tante altre cose messe insieme.

Porta Palazzo è tutto questo (e molto più), Porta Palazzo è lo spauracchio dei politicanti, quando vogliono ingraziarsi il popolo bue spaventato dalle pelli differenti, è la piazza su cui lavare i panni sporchi della città, è la gogna e la vergogna di coloro che benpensano.
Porta Palazzo a poca distanza da questo è movida notturna, di abiti veri firmati e di falsi indossatori che per l’occasione sfoggiano costumi da intellettualoidi artistoidi, perché Porta Palazzo fa anche molto cool aprirci negozi vintage, di abiti usati, per finti poveri.

Da bambino ci venivo, mano alla mia nonna friulana, quando ancora nei tram, i biglietti te li facevano da un tavolino quando ci salivi sopra, quando per chiedere la fermata, tiravi una cordicella al fondo della vettura.
Si prendeva il caffè da macinare nello storico negozio che c’è ancora all’angolo, si prendeva il liquore nel negozio sotto i portici, che c’è ancora pure quello, anzi a dire il vero c’è ancora tutto a Porta Palazzo, perché, dimenticavo di dirlo, Porta Palazzo è anche memoria.
Memoria, sì, come l’insegna del negozio di abiti da lavoro, davanti al quale nel 1972 Mimì metallurgico veniva ferito nell’onore da una giovane e bellissima Mariangela Melato, tra i negozi (sempre uguali sì!) si aggirava il commissario Santamaria Mastroianni Marcello.

Tutto uguale ad allora sì, tutto diverso, anche.
Le popolazioni scorrono a Porta Palazzo, in una corrente incessante, che neanche la Dora lì vicino, tranne per qualche esondazione, tra le anse del mercato si succedono razze, pelli, odori di cibi, insulti, retate della celere, biciclette rubate, droghe e pane illegale, menta, zingarimarocchini terronirumenitorinesi.

A Porta Palazzo c’è i mercato delle pulci più grande e più pulcioso dell’Europa intiera!
Si chiama Balon , in piemontese si pronuncia ba'lʊŋ.

A Porta Palazzo, il Balon è uno stomaco che non distingue le portate, tu ci entri, al’ingresso magari (anzi sicuramente, se non ci sei mai stato) pensi che ti farà schifo, sulle pareti croste, per terra vetro e pomodori schiacciati, sulla gente puzza di sudore, vestiti stracciati, ai lati della strada cassette di frutta rancida e poi quegli odiosi venditori di pulci, pulciosi anch’essi, chissà che tormento per i neofiti, tenetevi il portafoglio bello stretto che qui ve lo rubano, mamma mia che paura quei romeni che bevono birra dal mattino alla sera all’uscita del mercato coperto della carne, che paura sì, ma come fanno le vecchine di ottant’anni suonati a venirsene tranquille in questo inferno a far la spesa, sulle gambette rachitiche, quando non addirittura col bastone, ma come mai, ci sarà qualche regola non scritta, che tra poveri e pezzenti e pensionati, che a volte non c’è differenza, non ci si derubi magari? Chiudete le borse, veniteci a piedi che l’auto ve la scassinano e vi tagliano le ruote, tieni i bambini per mano per l’ammordiddio che li rapiscono, madonna ma che c’hanno da urlarsi contro quegli altri, oppure vienici a Porta Palazzo, per trovare la bicicletta che t’han rubato ieri l’altro, o, se ti serve un pezzo di quel vecchio frigorifero, perché non fai un salto qui, che sicuramente non lo trovi, ma te ne torni con una lampada degli anni ’50, o una valigia di cartone che l’anno scorso fa ne hai gettata nella spazzatura una uguale uguale perché ti faceva schifo, io ad esempio a Porta Palazzo ho trovato il modellino (magari non lo stesso, ok) della mia amata macchinina, la “Osi Bisiluro” che avevo da bambino e che ho perduto al mare; perché non comprare quella caffettiera, anzi, quella caraffa d’alpacca, lurida lo è, ma un paio di bollori ed è come nuova, ma poi, dì, fermati un attimo non senti l’odore di quel kebab lì vicino, non vedi quegli uomini barbuti come se la spassano seduti a sorseggiare una bevanda alla menta, non senti che hai voglia di essere tranquillo e sereno, seduto a parlare proprio come loro, come turisti in vacanza a Marrakech, perché la menta ti inebria i pensieri, non vedi che poi, stai cercando qualcosa tra le pulci, proprio come quella variopinta zingara che al semaforo ti faceva ribrezzo, che starà cercando, una giacca, uno scampolo dei colori più assurdi, non stai comprando una giacca talmente lisa che tua madre ti romperà sicuramente le palle, tanto puzza di naftalina e sudore?

Ho ripetuto Porta Palazzo, non vi ho fatto il favore di abbreviare in P.P:, non esiste proprio! Questo è il centro della mia amata città, il grembo che mi accoglie tutti i fine settimana e il seno a cui torno a succhiare latte, senza del quale non mi sentirei vivo, Porta Palazzo che se non ci vado tutti i santissimi sabati, per me non è stato un weekend, sì, Porta Palazzo, la mia gita fuori porta, il mio viaggio nel mondo, senza essermi troppo mosso e per di più con la mia bicicletta.

19 maggio 2009

Video - i'm a Painter. I'm still a Painter and i will die a Painter

03 maggio 2009

COMUNICATO STAMPA - I'm a Painter. I'm still a Painter and I will die a Painter


Marco Antonio ABBAGNARA - Bruno DANIELE - Giulio D'AMICO - Anabel
DERLAM - Cristiana De LUCA - Simone GIAIACOPI - Michael HENDERSON -
Sonia LOVO - Tiziano MASINI - Laura MICCIO - Riccardo QUERIN - Javier
RAMIREX - Anna SANTILLI - Raffaele VANNI - Gabriele VEGNA - YUX


Torre Ennagonale
Piazza Baden-Powell
18010 Santo Stefano al Mare (IM)
Tel. +39 3409537120
http://marziafrozen.webs.com



Marzia Frozen è lieta di annunciare la mostra collettiva di una nuova generazione di pittori emergenti: l’esposizione avrà luogo presso la Torre Ennagonale di Santo Stefano al Mare, e sarà caratterizzata da un’ampia selezione dei più recenti lavori di tali artisti.

In questi primi anni del XXI secolo la pittura sperimenta la propria rinascita grazie all’ingresso e all’applicazione delle moderne tecnologie, attraverso le quali ha potuto riacquistare la dovuta importanza anche come arte soprattutto visiva: oggi, agli inizi del 2009, la pittura continua tuttavia a nutrirsi del passato e a prendere spunto dai movimenti artistici precedenti, quali l’Espressionismo Astratto, la POP ART e la Transavanguardia. Gli influssi principali giungono soprattutto dalla prima di tali correnti pittoriche, appartenente al filone dell’astrattismo, e successivamente dall’Arte Informale e dalle tendenze materiche posteriori alla Seconda Guerra Mondiale.

Nato nel 1940 negli Stati Uniti, l’Espressionismo Astratto si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, tanto da essere considerato il primo vero movimento artistico di origine americana derivato dall’astrattismo e il punto di partenza per tutte le successive tendenze che, in materia di arti visive, si sono sviluppate negli USA dopo il 1945.

Altro importante punto di partenza è poi quello della POP ART, originatasi verso la metà degli anni Cinquanta del XX secolo nel Regno Unito e quasi contemporaneamente, sul versante opposto dell’Atlantico, negli Stati Uniti. La POP ART ha sfidato la tradizione e il ventennale dominio dell’arte astratta introducendo l’uso delle immagini della cultura popolare proposto dai mass media all’interno dell’arte ufficiale, ma senza più isolare il singolo oggetto dal proprio contesto: in questo modo viene definitivamente eliminata ogni separazione tra arte e vita.

Un nuovo concetto di arte che sconvolge non tanto in sé, quanto piuttosto in relazione agli atteggiamenti e alle conseguenze in esso insite: la POP ART si caratterizza infatti per l’utilizzo delle medesime tecniche di presentazione delle immagini e dei soggetti propri di quella “cultura popolare” (da qui il nome) diffusa dai media e dal mercato tramite gli annunci pubblicitari, i fumetti, gli articoli di design. Essa viene comunemente interpretata come una reazione ai concetti dell’Espressionismo Astratto allora dominanti: al pari della musica POP, nasce allo scopo di diffondere i modelli popolari e le ‘icone’ dell’epoca (Marilyn Monroe è forse l’esempio ancora oggi più conosciuto) in opposizione all’idea contemporanea - riservata per lo più ad un pubblico d’élite - di fruizione dell’arte, cercando quindi di metterne in risalto anche la funzione (spesso con ampie concessioni all’ironia), contro quel gusto allora così diffuso del kitsch che finiva spesso per banalizzare l’oggetto artistico. Tuttavia, anche a causa del fatto che i concetti che ne stanno alla base sono di difficile comprensione, la maggior parte delle installazioni e delle opere attribuite a questa corrente sono state talvolta incomprese o considerate prive di significato.

La POP ART e il Minimalismo si possono comunque annoverare fra i precursori più recenti dell’arte moderna e pertanto anche del movimento postmoderno, benché generalmente si tenda invece a studiarli come i primi in ordine di tempo.

Ultima ma non meno importante fonte di ispirazione per gli artisti in mostra è rappresentata infine dalla Transavanguardia, corrente pittorica italiana dell’epoca postmoderna, definita per la prima volta dal critico Achille Bonito Oliva.

Nata nel 1979, essa si sviluppa in forma compiuta nel corso dei primi anni Ottanta in opposizione alla precedente Arte Povera: la Transavanguardia teorizza il ritorno alla felicità e al colore nella pittura dopo il monopolio dell’arte concettuale e ha fra i suoi principali seguaci un gruppo di cinque artisti, costituito da Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Le loro opere si caratterizzano per un eclettismo soggettivo, che rimanda al linguaggio pittorico dell’arte classica: essi ricorrono infatti a personaggi ed eroi della mitologia greca e romana (quali il Minotauro, i Ciclopi), rappresentandoli con estrema espressività cromatica. Altra loro ideologia identificativa è poi lo spirito nomade, che concede all’artista assoluta libertà di spaziare con la propria arte fra tutte le epoche e gli stili del passato, prendendo deliberatamente e dichiaratamente spunto da altri autori: le installazioni e le opere realizzate contengono pertanto numerosi riferimenti iconografici, con un certo gusto per il frammento e la citazione.

Gli influssi principali provengono tanto dal Manierismo, quanto dal Rinascimento e dal Barocco; pur rifiutando infatti le avanguardie loro contemporanee, questi artisti si rifanno invece ampiamente alle più importanti avanguardie storiche: il risultato è una miscela anche casuale di soggetti e stili, attraverso la quale l’artista dà risalto al proprio individualismo, al contrario delle tendenze del periodo che invece evitano categoricamente di influenzare con l’arte la società o di determinarne in qualche modo la trasformazione.

Oggi, la pittura continua il proprio percorso storico reinventando se stessa parallelamente all’evoluzione dell’essere umano: a dimostrazione di tale tendenza, la mostra qui presentata espone i lavori di un gruppo di artisti che hanno deciso di fare del nostro presente la loro prima fonte di ispirazione.

21 aprile 2009

I'm a Painter. I'm still a Painter and I will die a Painter

a cura di MARZIA TAGGIASCO

Marco Antonio ABBAGNARA - Bruno DANIELE - Giulio D'AMICO - Anabel DERLAM Cristiana de LUCA - Simone GIAICOPI - Michael HENDERSON - Sonia LOVO - Tiziano MASINI - Laura MICCIO - Riccardo QUERIN - Anna SANTILLI - Raffaele VANNI - Gabriele VEGNA - YUX
INAUGURAZIONE SABATO 09 MAGGIO ore 18

09 MAGGIO - 24 MAGGIO, 2009

Torre Ennagonale
Piazza Baden-Powell
18010 Santo Stefano al Mare (IM)
ITALIA
Tel. +39 3409537120